Ven. Lug 3rd, 2020

Rifiuti di Terni trattati da azienda locale, interrogazione di Pescari e Tavernelli (PD) e Masciarri (PSI)

I consiglieri comunali di Città di Castello tifernati Mirko Pescari (Pd), Ursula Masciarri (Psi) e Luciano Tavernelli (Pd), hanno chiesto conto nella riunione di lunedì 22 giugno 2020 dell’attività di “un’azienda del territorio” con una interrogazione urgente al sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta e di Umbertide Luca Carizia, nella quale domandano “se sia vero che nell’impianto risultano trattati e riciclati rifiuti provenienti dalla provincia o dal Comune di Terni”. “Come risulta dalle pubblicazioni Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), con autorizzazione decennale fino al 2025 – ha detto illustrando il documento il capogruppo del PD Mirco Pescari – l’azienda umbertidese (citata nel rapporto) è autorizzata al riciclo di sostanze organiche (R3) e inorganiche (R5), oltre che scambio di rifiuti (R12) e messa in riserva degli stessi (R13)”. Nell’evidenziare che “ingenti quantitativi risultano autorizzati al trattamento per 50.000 tonnellate all’anno nel periodo 2015/2025”, Pescari, Masciarri e Tavernelli chiedono di sapere, qualora fosse confermato che l’impianto riceve rifiuti dal territorio ternano, “quali caratteristiche hanno quest’ultimi”, “i quantitativi provenienti da Terni che risultano già lavorati nell’impianto e quanti altri ne siano previsti” e quale sia “l’impianto di trattamento o smaltimento al quale sono destinati i rifiuti al termine del loro trattamento”.

Per gli autori dell’interrogazione è necessario sapere anche “quali iniziative sono state intraprese in conseguenza al consistente incremento del traffico di mezzi pesanti nelle zone limitrofe all’impianto” e “se negli ultimi 3 anni l’impianto è stato oggetto di adeguamento tecnico strutturale per abbattere il persistente inquinamento olfattivo caratterizzato da fetori nauseabondi e miasmi, come denunciato dai residenti e appurato da Arpa Umbria nei monitoraggi del 2016/2017, che hanno evidenziato ‘criticità relative alle emissioni odorigene causate dai quantitativi eccessivi di rifiuti putrescibili trattati”. Anome anche di Masciarri e Tavernelli, Pescari chiede“se risulta allo studio la possibilità di delocalizzare l’attività di recupero”.

“La situazione regionale in tema di gestione dei rifiuti risulta in un precario equilibrio, per una diffusione di impianti non uniformi nel territorio”, aggiungono i tre, nel sottolineare che “tutti i piani dei rifiuti hanno come impostazione un ciclo virtuoso da completarsi all’interno del proprio ambito gestionale, evitando il cosiddetto ‘nomadismo dei rifiuti’”. “Un conferimento di rifiuti fuori ambito o da fuori regione mina ancora di più questo precario equilibrio, determinando anche un incremento dei costi per i contribuenti”.
L’assessore all’Ambiente Massimo Massetti ha risposto che “l’impianto citato da ISPRA è un impianto sul libero mercato non della programmazione regionale con i codici della sua autorizzazione. Il problema di questa aziende è uno di quelli sollevati dal Comitato locale nel momento in cui c’era la richiesta di un aumento dei quantitativi e un’ipotesi di acquisizione da parte di Sogepu.

Ha riguardato la centrale a biomasse, Colorglass e in generale le ricadute di coltivazioni e aziende nel territorio a livello ambientale. L’aziende confina con noi ma non è nel nostro comune. E’ vero che la salute non rispetta le determinazioni amministrative ma la Regione non ha questo impianto ed è stato utilizzato da Auri sono per un periodo specifico per distribuire materiali della frazione organica umida di alcuni comuni dell’area Ternana. L’azienda gestore aveva avuto delle criticità ed Auri è intervenuta per risolverle avvalendosi di un soggetto che può lavorare in questo campo come libero mercato, avendo tutte le autorizzazioni.

E’ in comune di Umbertide che deve interessarsi così come abbiamo fatto noi. E’ dal 1992 che il materiale che esce da Splendorini viene conferito a Sogepu, secondo accordi commerciali. I rifiuti di Terni invece sono riconducibile ad una fase circoscritta. Anche i quantitativi erano molto limitati, circa 72 tonnellate. Come scrive il direttore di Auri Giuseppe Rossi, il codice dell’Ambiente prevede per la frazione di rifiuti urbani la libera circolazione nel territorio nazionale per favorire il recupero, favorendo la prossimità. Tutti i rifiuti della raccolta differenziata possono essere trattati in tutto il territorio nazionale. Attualmente nella Regione esiste una carenza nel trattamento della frazione organica soprattutto a carico dell’Ambito due e per questo le responsabilità vengono condivise con il sistema regionale.

La delibera autorizzava a tempo. Anche di recente un conoscente di Trestina mi ha riferito che l’odore continua a sentirsi ma in questo momento Colorglass è certamente chiusa. Quindi dipenda da altro. A volte l’attenzione si polarizza”
Nella replica Ursula Masciarri ha detto: “La Splendorini essendo sul mercato sfugge alla programmazione della Regione ma l’intento era focalizzare su salute dei cittadini, tutela dell’ambiente, che non coincidono con confini dei comuni. Diamo un segnale di attenzione alla popolazione, non deve sentirsi abbandonata dalle istituzioni, per quanto il comune di Città di Castello sia sempre stato attento”.

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