Gio. Apr 2nd, 2020

Scuola ai tempi del coronavirus: ne abbiamo parlato con Chiara Andreini, coordinatrice della scuola paritaria Maestre Pie di Sansepolcro

Di Michele Tanzi

“Abbiamo stravolte le nostre abitudini, questo è evidente, ma grazie alla scuola digitale stiamo portando avanti, il programma scolastico” queste le parole di Chiara Andreini, coordinatore didattico della scuola paritaria maestre Pie di Sansepolcro “Questo momento, soprattutto per i più piccoli, può creare problemi anche di carattere psicologico. Noi ci siamo attivati, da subito, per fornire un supporto alle famiglie e per far capire ai nostri ragazzi che questo non era un periodo di vacanza, ma solo di sospensione, che la scuola anche se in modo differente, andava avanti. La prima settimana è servita come ripasso, con video su YuoTube e sulle chat create con i genitori sia per gli iscritti alla scuola d’infanzia che per gli alunni della primaria. Da questa settimana invece è partito il programma di scuola a distanza. Ci siamo dotati di una piattaforma

gratuita “prosegue Andreini “dove è possibile interagire, seguire le lezione, caricare i compiti e confrontarsi con il corpo docente. La risposta è stata totale, lunedì abbiamo iniziato ad operare e fin da subito 94 allievi su 94 si sono iscritti. Per noi è stato un grandissimo risultato, non era così scontato che tutti i genitori aderissero a questo progetto, è una proposta che, oltre ad impegnare i ragazzi, impegna anche gli adulti, perché lo strumento viene mediato anche dalla presenza di un genitore. Possiamo già fare un primo bilancio, tutto procede con regolarità, senza particolati intoppi. Le lezioni vengono caricate, per poi essere seguite dagli alunni in orari a loro più congeniali detto questo, speriamo che tutto torni al più presto alla normalità, in particolar modo per i più piccoli. Per loro la presenza fisica della maestra e dei compagni è fondamentale. Devo dire che se si parla si scuola di infanzia, diventa complicato creare attenzione, stiamo parlando di bimbi che vanno motivati, non sempre questo è possibile, a distanza. Per far fronte a questo problema, comunque, noi ci siamo preparati prima. Gli insegnanti hanno dovuto ripensare le lezioni”continua Andreini “adattarle allo strumento digitale, totalmente diverso dal consueto approccio educativo, perché non dà un feedback immediato come lo sguardo, che ti fa capire subito se quello che hai proposto è stato recepito. Il metodo che abbiamo adottato è quello di creare video brevi, di circa sei minuti. Per i più grandi il lavoro è diviso in due fasi. Circa due ore di impegno giornaliero tra seguire la lezione e fare i compiti per prima e della seconda classe, che può arrivare fino a 4 ore per quelli di quarta e quinta, questo a seconda dei giorni e delle varie lezioni programmate, in quest’ultimo caso sono previsti dei colloqui con gli insegnanti, per testare il grado di apprendimento, non delle vere e proprie interrogazioni ma delle semplici domande di controllo, che ci servono come preparazione per i gradi successivi. Per la scuola di infanzia è stato impostato un lavoro più ludico, carichiamo costantemente dei video dove ci si scambiano saluti, anche in questo caso la risposta è stata ottima. Ogni giorno ci si scambiano saluti, piccoli video dove i nostri bimbi ci spiegano cosa fanno, ci si diverte, come si può insomma. Quello che conta invece è che loro sappiano che noi ci siamo, e che tra poco ci ritroveremo. A tal proposito, la nostra scuola si è attivata anche per supportare psicologicamente le famiglie, chi lo vorrà potrà, anche singolarmente, parlare con uno psicologo psicoterapeuta, in grado di consigliare le famiglie sul come affrontare nel migliore dei modi questo periodo. Soprattutto per i più piccoli” conclude Andreini “serve far comprendere, i motivi per cui n questo momento non possano vedere i propri amichetti, gli zii i nonni. Speriamo tutto finisca al più presto, a noi ci mancano i nostri bimbi, i nostri ragazzi”

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