Ven. Feb 28th, 2020

Caos nel parlamentino, per la nomina a Presidente della Mencagli

Con la surroga del consigliere comunale PD Vincenzo Tofanelli, presidente del consiglio nominato assessore a Cultura e Finanze, con Letizia Guerri, si è aperto il consiglio comunale di Città di Castello di lunedì 10 febbraio, temporaneamente retto dal vicepresidente Marco Gasperi, capogruppo del Movimento Cinque Stelle. La nuova consigliera ha detto “è un grande onore e una bella emozione essere qui. Ringrazio le persone che nel 2016 mi hanno votato, il mio partito, il PD. Cercherò con il massimo impegno e la massima serietà e con il sorriso di dare il mio contributo, perché fare politica è una gran bella cosa”. Il consiglio ha poi eletto nuovo presidente dell’assemblea Francesca Mencagli, consigliere del PD, alla terza votazione per il criterio dell’età, avendo ottenuto 12 voti, pari a quelli di Filippo Schiattelli, consigliere del PSI, che aveva proposto anche la sua candidatura.

L’elezione. Cesare Sassolini, capogruppo di Forza Italia, ha parlato del presidente come “una carica importante. Sia fatta con trasparenza per evitare i rumors di controllo del voto. Mi appello a chi è demandata la supervisione che le operazioni siano svolte nella massima segretezza con un banco separato, il biglietto sia dato solo prima del voto”. Mirco Pescari, capogruppo del PD, ha detto “Siamo un’assemblea di galantuomini dove non ci sono voti coerciti. Per la carica di presidente a nome del mio gruppo propongo la collega Francesca Mencagli nella speranza di trovare la più ampia condivisione in quanto donna, competente, seria, ha tutte le caratteristiche per ben rappresentare questa istituzione”. Nicola Morini, capogruppo di Tiferno Insieme, ha invece parlato di una commedia delle parti. Siamo chiamati a scegliere un nuovo presidente ma il plurale non è appropriato perchè sulle candidature le minoranze non sono state coinvolte. Apprendiamo dalla stampa e da tardive telefonate che il nome è quello di Francesca Mentali. Nulla quaestio sulla persona ma i nostri gruppi voteranno scheda bianca per la scelta risponde ad equilibri tutti interni alla maggioranza e non condividiamo i criteri”.

Dopo la prima votazione, che, con 11 bianche, 13 per Mencagli e 1 per Gasperi, è stata infruttuosa essendo necessaria la maggioranza qualificata, Filippo Schiattelli, consigliere del PSI, ha proposto la sua candidatura: “Da qualche tempo constato che in questa maggioranza le scelte non seguono i principi di sana e doverosa riflessione ma logiche di palazzo principi autoreferenziali che generano un risultato che non posso condividere e che alcuni tentano di nascondere ma basta vedere gli eventi e si capisce che gli equilibri sono cambiati. Se il ruolo del presidente deve essere una figura di garanzia per tutto il consiglio, mi propongo come presidente di tutti, forte anche del consenso che i cittadini mi hanno riconosciuto: sono stato il più votato. Scegliete se seguire le logiche di palazzo o l’indicazione dei cittadini”.

La proposta ha indotto Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia, a chiedere una sospensione. La seconda votazione, in cui per l’elezione era necessaria la maggioranza assoluta (13 voti) ha dato come esito: 11 voti per Mencagli e 12 per Schiattelli con due schede bianche. Dopo un’ulteriore sospensione proposta dal sindaco Luciano Bacchetta, il consiglio è quindi andato ad una terza votazione, in cui per l’elezione era sufficiente la maggioranza relativa: la votazione ha dato come esito 12 pari ed è stato eletto il più anziano di età, Francesca Mencagli. Il nuovo presidente ha dichiarato: “Ringrazio tutto il consiglio comunale per la fiducia accordata e mi inorgoglisce sia sul piano personale e su quello politico istituzionale. Svolgerà con profonda responsabilità il ruolo che mi è stato assegnato. Ringrazio chi mi ha preceduto. Sono consapevole che dovrà svolgere con massima responsabilità questo incarico perché i lavori del consiglio siano improntato al rispetto e al confronto democratico. Faciliterà il confronto perché il consiglio cammini in modo più efficace ed efficiente, avrò bisogno del supporto di tutti voi per svolgere al meglio questo ruolo. Fino alla struttura amministrativa che si è sempre contraddistinta per efficenza a partire dal segretario comunale”.

Nelle comunicazioni complimenti al neo presidente e attestazioni di apprezzamento per il coraggio a Filippo Schiattelli. Il capogruppo del Movimento Cinque Stelle Marco Gasperi ha detto: “Sono convinto che è la persona adatta a svolgere questo ruolo, con il presidente Tofanelli abbiamo lavorato molto bene e sono convinto che anche con lei sarà così”. Mirco Pescari, capogruppo del PD, ha pronunciato “un augurio al nuovo presidente. Ha tutte le caratteristiche per svolgere questo ruolo, lo ha dimostrato come consigliere. Rimane l’amarezza personale per la seduta di oggi ma sono convinto che avremmo la lucidità e la forza per capire quanto è accaduto. Per questo le chiedo al termine delle comunicazioni di interrompere il consiglio comunale”. Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia, ha fatto gli auguri di buon lavoro e sottolineato come “abbiamo più volte chiesto una conversione democratica dei lavori del consiglio. Tutti gli atti all’unanimità che abbiamo votato non hanno avuto un seguito. Abbiamo sostenuto Schiattelli anche per questi motivi. C’è una crisi politica della maggioranza, spaccata”.

Cesare Sassolini, capogruppo di Forza Italia, è intervenuto per dire “Onore al merito a chi ha avuto il coraggio di ribellarsi. C’è arroganza nel PD che risponde solo alle segrete stanze e non ai cittadini. Ci avete propinato un pacchetto chiuso. Il sindaco ha sacrificato uno dei suoi ma non apprezzo che abbia convocato una riunione in mezzo ad una votazione mina la libertà dei consiglieri. Non sta comprendendo il cambiamento”. Il sindaco Luciano Bacchetta ha detto: “La votazione sorprendente deve aprire alcune riflessioni. Io ho votato continuamente Mencagli e ai miei compagni di partito ho detto di mantenere fede ai propri impegni. Io sono stato eletto con una certa maggioranza. Non sapevo della candidatura di Schiattelli, persona degnissima. Se fosse stato eletto mi sarei dimesso, perché la maggioranza di quest’aula sarebbe cambiata. Chi non ha votato Francesca nella maggioranza non la fatto per lei ma per altri motivi. Se voleva mettere in difficoltà il sindaco bastava dirlo. Ho il potere di sciogliere il consiglio comunale e l’avrei fatto”. Vittorio Morani, capogruppo del PSI, si è congratulato con la neo eletta: “La candidatura a sorpresa di Schiattelli gli fa onore, non c’è spaccatura nella maggioranza ma molta democrazia con la libertà di voto. Finalmente una donna a presidente del consiglio”. Marco Castellari, capogruppo della Lega, ha fatto gli auguri al presidente e ha detto: “Oggi è emerso che non c’è maggioranza, il presidente è stato eletto per l’età. E’ grave che nella maggioranza non siano emersi questi problemi. Come può governare. Faccio gli auguri anche al sindaco perché la maggioranza non c’è”. Benedetta Calagreti, consigliere del PSI, ha detto di avere sempre votato Mencagli “la ritengo corretta, competente, leale e con la maggiore onestà intellettuale”. Congratulazioni anche da Andrea Lignani Marchesani, capogruppo di Fratelli d’Italia, che ha sottolineato: “Lei è il primo presidente di minoranza di questo consiglio comunale, perché con 12 voti non ha la maggioranza dei consiglieri assegnati. La dovrebbe far riflettere che oggi si è celebrata una grande pagina politica in cui il consiglio comunale che ha ripreso una centralità che non aveva da tanto tempo. Ringrazio per il coraggio Schiattelli. Sia più generosa di Tofanelli che aveva paura di sforare con i tempi”. Gaetano Zucchini, presidente del Gruppo Misto, ha ricordato le qualità della Mencagli e il suo appoggio: “Ha dimostrato in questi anni coerenza e coraggio. Non è un presidente di minoranza. Non ho percepito il disagio della maggioranza. La candidatura di Schiattelli è nata contro scelte di palazzo ma in questi anni non è stato un osservatore ma un membro della maggioranza. Non molliamo perché abbiamo da incassare tanti progetti che sono la cartina di tornasole del nostro buon governo. Impariamo a questa esperienza e cambiamo il passo”. Nicola Morini, capogruppo di Tiferno Insieme, ha sottolineato come “non ci sia niente di personale. La partita è stata tutta interna alla maggioranza. Le parole di Schiattelli sarebbero normali in bocca alla minoranza. Per presidente di minoranza ci sono i 12 voti della Mencagli che non sono la maggioranza. Minimo quattro consiglieri di maggioranza hanno condiviso Schiattelli. La crisi della maggioranza non è il bene della minoranza ma il male della città. Manca il progetto. La richiesta di sospendere il consiglio è il riconoscimento di questa crisi”.

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