Mer. Ott 16th, 2019

Una nuova denominazione per la pinacoteca comunale: nel cinquecentenario di Raffaello per esaltarne il tesoro rinascimentale, Tiferno Insieme interpella la Giunta

“Come noto nel 2020 ricorreranno 500 anni dalla morte del pittore Raffaello Sanzio e la nostra città è a giusto titolo coinvolta nelle manifestazioni che si terranno a livello regionale e nazionale anche se avremmo potuto ambire ad un ruolo più centrale se fossimo partiti per tempo.
Infatti godiamo del primato che il celeberrimo pittore urbinate ha avuto i suoi natali artistici a Città di Castello quando dal 1499, appena sedicenne, al 1504 vi dipinse ben quattro opere.
Fra queste opere spiccano la sua prima commissione indipendente lo “Stendardo della Santissima Trinità” e lo “Sposalizio della Vergine”, attualmente conservata presso la Pinacoteca “Brera”, che rappresenta di fatto il suo manifesto artistico.
Quindi la nostra città ha l’invidiabile primato di possedere e conservare nella nostra Pinacoteca quella che, di fatto, è la prima opera pittorica della bottega raffaellita e di essere stata teatro della storia artistica del “giovane” Raffaello.
Accanto alle opere di Raffaello la nostra Pinacoteca e il nostro territorio ospita anche molte altre importanti opere di autori che nell’ambito del grande periodo artistico rinascimentale hanno dialogato con il maestro urbinate (con particolare riferimento all’opera di Signorelli) e reso celebre la nostra città.
A nostro parere tale evidenza andrebbe meglio conosciuta e comunicata a favore della cittadinanza ma anche e soprattutto a favore dei turisti e del sistema turistico che fa riferimento alla nostra città e all’Umbria.
Per questo motivo abbiamo ritenuto utile interpellare la Giunta affinché in occasione delle celebrazioni raffaellite prenda in considerazione l’ipotesi di mutare e/o integrare la denominazione del complesso museale “Pinacoteca Comunale” con un riferimento esplicito a Raffaello e/o al periodo rinascimentale. Chiediamo inoltre che a questa eventualità si possa arrivare anche attraverso un dibattito ed uno studio che coinvolga gli studiosi dell’arte e gli storici locali.”

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
Vai alla barra degli strumenti