Dom. Ott 20th, 2019

«Ora parlo io». La risposta pubblica di Mauro Bucci storico militante della Lega Umbria Alto Tevere a Marcello Rigucci

Caro Marcello,

ti scrivo queste parole perché, come militante, e fondatore della Lega di Città di Castello, dopo aver letto le tue dichiarazioni ai giornali, ho qualcosa da dirti pubblicamente.

Innanzitutto vorrei ricordarti che la mia prima tessera risale al 1989, ormai trent’anni fa, e tu non arrivasti 10 anni dopo di me come hai dichiarato, ma almeno 20 anni dopo, ragion per cui non puoi ritenerti un militante di lungo corso come il sottoscritto.

Oltretutto, io ho sempre avuto la tessera della Lega nel portafoglio, a differenza tua, che nel 2006 alle amministrative eri candidato con Forza Italia ottenendo anche in quel caso un risultato risibile quanto a preferenze.

Poi approdasti in Lega, forse perché l’altro partito non apprezzava abbastanza le tue doti politiche.

Noi ti abbiamo dato fiducia, e infatti, ora siedi in consiglio comunale non solo grazie ai voti della Lega, ma anche grazie all’Onorevole Riccardo Augusto Marchetti che ha deciso di darti spazio dopo la sua elezione in Parlamento.

Non solo, grazie a tutta la Lega della provincia di Perugia, abbiamo fatto si che potessi diventare anche consigliere provinciale.

Dopodiché è stato un susseguirsi di tue pretese, prima la richiesta di essere candidato alle elezioni europee ma declinata per ovvie ragioni numeriche, ora la pretesa di candidarti alle elezioni regionali, con una mail che suonava come un ricatto «o me, o me ne vado».

Questo Marcello denota che, se c’è qualcuno ad avere un malessere non è la Lega (che è più viva che mai e pullula di nuove tessere), ma sei tu che, con la tua sete di potere, hai cercato di utilizzare il partito solo per dare sfogo alla tua voglia di protagonismo.

Lo denota anche il fatto che tieni ben stretto il tuo scranno da consigliere, non lasciando spazio a chi era con te a sostenere il progetto della Lega, ma continuando a fare quello che ritieni migliore per i tuoi interessi (lo dimostra come, senza un apparente motivo, hai votato in consiglio comunale con la maggioranza a favore della privatizzazione della Sogepu, seppur la tua sezione fosse stata contraria e, unico ad averlo fatto in opposizione).

Qui oggi le nostre strade si dividono, in Lega non c’è spazio per i militanti che ambiscono solo ad una poltrona in più, in Lega abbiamo bisogno di persone che danno anima e corpo per la propria comunità, a prescindere dalla carica che si ricopre.

Perché ricordati Marcello che la regola che ci hanno insegnato fin dall’inizio rimane sempre la stessa: La Lega si serve e non ci si serve della Lega.

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