Un museo nel museo, la raccolta civica, alla manica lunga della pinacoteca. Il progetto in commissione

La Raccolta civica di Città di Castello, oltre 1000 reperti, dal paleozoico – circa 250 milioni di anni fa – all’eta romana, diventerà un museo ospitato negli spazi della Manica lunga o Limonaia della Pinacoteca. Questo l’obiettivo dell’Amministrazione entro la fine del mandato, dopo che un team multidisciplinare dell’Università di Perugia, coordinato dallo studioso tifernate Lucio Fiorini, ha illustrato un’ipotesi di allestimento, supportata da un catalogo che contestualizza la Raccolta civica nella Città di Castello dei primordi. Grande convergenza di tutte le forze politiche sulla musealizzazione della Raccolta, donata nel 1974 dall’Associazione protostorica di Città di Castello a conclusione di una ricerca compiuta da alcuni benemeriti tifernati nei siti più interessanti dal punto di vista archeologico. Durante la commissione congiunta, Assetto del Territorio e Servizi”, a cui è stato illustrato lo studio, Franco Dinarelli, che fu tra loro, ne ha ricordato i nomi: Giulio Cerrini, Pierpaolo Battistoni, Piergiovanni Egidi, Carlo Braconi. Michele Bettarelli, vicesindaco e assessore alla Cultura, ha parlato di “un momento di restituzione di due anni di lavoro, su cui spero che ci possa essere una grande condivisione del consiglio. Dal 1974 tempo né è passato: lo studio però è un passo essenziale per il via libera della Soprintendenza al museo ed oggi lo stiamo compiendo”. Lucio Fiorini, docente dell’Università di Perugia, Affidatario delle cattedre di Metodologie della ricerca Archeologica e di storia dell’Architettura 2, tifernate a titolo gratuito estensore del progetto, ha proposte alcune foto della Raccolta esposta presso la Biblioteca delle Giulianelle, parlando del lavoro di schedatura completa del materiale, oltre 1000 pezzi, in collaborazione con Chiara Mercati e Cristina Migliorati. “Vorremmo organizzare il materiale secondo un raccolto continuo, scegliendo i pezzi più significativi e ricomponendo la collezione con quanto si trova in sedi diverse, in Toscana o a Perugia, – ad esempio il tripode di Cortona – non necessariamente in originale. Inoltre collegheremo la Raccolta civica e lo spazio urbano, il parco fluviale è un tassello fondamentale”. Il museo sarà spiegato ed approfondito in un catalogo dal titolo “Tifernum Tiberinum, origine e sviluppo della città antica” in cui trovi spazio la storia della raccolta, uno studio sull’ambiente e il territorio, sulle presenze umane prima della città romana, sulla struttura della città, sulle emergenze del territorio, i santuari e quindi il concept dell’allestimento mussale, a cura di importanti studiosi, tra cui i presenti e Mario Torelli, Marco Cherin, Tommaso Mattioli, Paolo Barconi. Per Paolo Camerieri, rappresentante del Ministero, ispettore archeologo, fonti alla mano “Tiferno Tiberino era  potenzialmente una grande valle agraria non bonificata. Anche alla luce della Raccolta l’importanza della città in epoca romana deve essere approfondita”. Alessandro Nocentini, dottore di ricerca dell’università degli studi di Firenze, Dipartimento di Architettura DIDA, ha dichiarato che “la tecnologia ci permetterà di cogliere appieno l’approccio multidisciplinare che ha informato lo studio”. Franco Dinarelli dell’Associazione Protostorica Alta Valle del Tevere ha parlato dello studio come di “una buona notizia. L’obiettivo è apparso complesso fin da subito ma la sede è adeguata. La collezione nasce da un gruppo di persone che avevano la passione della ricerca, abbiamo esplorato il territorio e le grotte, le sponde del lago tiberino e sul letto del Tevere. L’interesse che ebbero le mostre fin dagli anni Sessanta ci fece capire che la Raccolta doveva essere condivisa e donammo i reperti al comune. Marcello Rigucci, capogruppo della Lega, ha annunciato di aver regalato alla Raccolta 4 pezzi fossili provenienti da Coldipozzo: “Sono contento ma era meglio decentrare per esempio a Trestina”. Gaetano Zucchini, capogruppo del Gruppo Misto, ha espresso grande soddisfazione: dal protozoico a Burri, un percorso magnifico”. Nicola Morini, capogruppo di Tiferno Insieme, ha detto che “la sede è buona, gli annunci sul museo sono stati tanti, disattesi. Che parta la Raccolta civica è essenziale per riportare quanto disperso altrove. Infine il prg: è stata approvata un’osservazione che vuole costruire un parcheggio sopra il sito della tomba dei principi dei Trestina”. Italo Cesarotti, ex presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Città di Castello, ha ricordato il sostegno dato dall’ente e l’appoggio all’ipotesi Pinacoteca. Ursula Masciarri, consigliere del Psi: sarà un grande arricchimento per la città. Sono d’accordo con il recupero dei reperti”. Il sindaco Luciano Bacchetta ha concluso dicendo che “lo spaccato della Raccolta va valorizzato insieme all’attività dell’Associazione protostorica che ha tenuto viva la prospettiva del museo. Mai come oggi il mondo culturale cittadino e l’ente locale ha prodotto risultati notevoli. La Raccolta musealizzata sarà uno degli obiettivi più significativi della consiliatura. Dovremmo affrontare il problema di natura economica, cercando sinergie ad esempio con la Fondazione Cassa di Risparmio. Città di Castello ha una forte potenzialità sul fronte artistico e storico: questa nuova presenza sarà di portata storica 

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