Mer. Ott 16th, 2019

Umbertide cambia: un bilancio senza strategia. Un errore la vendita dei beni di famiglia e la privatizzazione dell’ufficio tributi

Il bilancio è la carta d’identità di una città e di una Amministrazione. Ebbene questo bilancio di previsione è senza identità, prospettive e guide strategiche, se non quella di fare cassa, con la pressione tributaria al massimo, come per l’IMU, e con l’abnorme innalzamento dell’addizionale IRPEF, imposta senza un criterio di equità e reale progressività. Si tratta di un intervento a piedi pari e lineare, perché a questa manovra non corrisponde poi una scelta di sgravi o facilitazioni per famiglie, imprese e commercio. Una decisione che certifica più di mille parole lo stato economico finanziario delle casse comunali, evidentemente molto precario, come da noi sempre sostenuto nella precedente consiliatura, puntualmente contraddetti dall’assessore al bilancio di allora …. E di ora, Tosti!! Nulla di personale, ma un evidente paradosso politico ed amministrativo che merita almeno un “mea culpa” da parte dell’assessore ed una spiegazione logica e pubblica da parte del Sindaco.

Continua ad esistere – e lo sarà per molto tempo – un disavanzo straordinario dovuto alle precedenti amministrazioni, ma questo non giustifica la vendita dei gioielli di famiglia, soluzione poco originale ed anch’essa in pura continuità. Nel bilancio previsionale è infatti indicata la cessione della “ex scuola di Civitella”, fino a pochi anni fa luogo fondamentale di socialità per giovani e anziani. Ora la si vuole svendere (241mila euro) perché non si hanno idee. Lì invece noi abbiamo un progetto ben delineato, sostenuto in campagna elettorale e in Consiglio nella scorsa legislatura. Ci vogliamo fare un Hospice, un centro per accogliere chi soffre. Una bella differenza tra chi, appunto, vuol monetizzare i beni immobili di proprietà comune e chi, come noi, li vuole apprezzare. Perciò sfidiamo questa amministrazione silente e passiva alla costruzione dell’Hospice presso la scuola di Civitella. Al riguardo ci sono fondi europei e finanziamenti regionali: siamo pronti ad una battaglia civica e di civiltà. Insieme. Basta demolire e liquidare, si tratta di costruire.

E a tal proposito, riteniamo un errore strategico la privatizzazione dell’Ufficio tributi, elemento di garanzia istituzionale, espressione concreta di esperienze e professionalità. Anche in questo caso siamo stati pronti a far emergere la diffusa situazione di morosità, ma un conto è la volontà di intervenire, altro conto sono gli strumenti messi in campo per ottenere il dovuto pagamento dei tributi. Un argomento serio che merita un approfondimento vero. Come pure i servizi a domanda individuale, sui quali gravano molte incertezze.

Ma quella del confronto non sembra essere la strada scelta nemmeno da questa amministrazione. Continuità, appunto.

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